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Rapina di oltre 100 mila euro alle Poste. Rossanese lascia il carcere. Accolta l’istanza dell’Avv. Nicoletti

///Rapina di oltre 100 mila euro alle Poste. Rossanese lascia il carcere. Accolta l’istanza dell’Avv. Nicoletti

14/04/2019 – La Corte di Appello di Catanzaro – Seconda Sezione Penale – accoglie l’istanza presentata dall’Avv. Francesco Nicoletti, difensore di fiducia di E.  M., 36enne pluripregiudicato rossanese che ora lascia il carcere. L’uomo, unitamente ad altre due persone, è stato processato per il gravissimo reato di rapina aggravata con l’accusa di essersi impossessato, in concorso con altri due soggetti, della somma di circa 103.000,00 euro, giacente presso l’ufficio Postale del Comune di Bocchigliero, sottraendola alla società Poste Italiane S.p.A..

I FATTI. L’episodio risale al 1 luglio 2016, quando tre uomini armati e travisati con dei passamontagna avevano assaltato l’ufficio postale di Bocchigliero. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i tre si erano introdotti nei locali dopo aver praticato un foro nella parete caldaia attigua agli uffici e tagliato un armadietto metallico. Armati di pistola avevano quindi minacciato di far “saltare la testa” al direttore e ad una dipendente, costringendoli a piegarsi, a tenere la testa bassa e a percorrere il tragitto verso la cassaforte per farsi poi consegnare il denaro. Sempre sotto la minaccia della pistola, avevano infine legato mani e piedi ad entrambi intimando loro di non dare l’allarme.

LE INDAGINI. L’attività investigativa consentiva agli inquirenti di accertare che all’interno del locale caldaia erano presenti due bottiglie d’acqua che venivano repertate, poste sotto sequestro e inviate al RIS per le analisi biologiche e dattiloscopiche. Il RIS di Messina, a conclusione delle analisi, aveva estrapolato due profili di DNA giungendo alla conclusione che il materiale biologico appartenesse a due dei tre malviventi coinvolti nella rapina. Le indagini si erano inoltre concentrate anche sull’escussione dei dipendenti dell’ufficio postale e sull’estrapolazione di alcuni fotogrammi di una videocamera di sicurezza che aveva immortalato l’auto utilizzata dai rapinatori e il relativo numero di targa. Proprio dall’auto si era risaliti ai telefonini degli imputati avendo riscontro investigativo sulle celle telefoniche agganciate proprio nel momento precedente e successivo alla rapina. A completare le indagini inoltre vi erano state delle intercettazioni ambientali tra gli indagati all’interno della Caserma dei Carabinieri.

LA MISURA. La Corte di Appello di Catanzaro – Seconda Sezione Penale – in accoglimento delle richiesta avanzata dall’Avv. Francesco Nicoletti ha sostituito la massima misura cautelare carceraria alla quale era sottoposto l’imputato con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Rapina di oltre 100 mila euro alle Poste. Rossanese lascia il carcere. Accolta l’istanza dell’Avv. Nicoletti

Comunicato StampaL'Eco dello Jonio